Si possono mangiare le foglie di vite? La risposta è sì e noi abbiamo deciso di scoprirlo in un modo un po’ speciale: trasformandole in un originale pesto di foglie di vite.

Soprattutto durante la vendemmia, la vigna continua a regalarci qualcosa. Questa volta non sono stati i grappoli d’uva, ma le sue foglie, raccolte e utilizzate per una ricetta semplice, genuina e completamente fatta in casa.

Un’idea che nasce dalla nostra filosofia: in agricoltura biologica, rispettare la terra significa anche imparare a valorizzare ciò che ci offre.

Foglie di vite: si possono mangiare?

Le foglie di vite sono commestibili e vengono utilizzate da molto tempo nella cucina di diverse tradizioni, soprattutto per preparare involtini e ricette mediterranee e mediorientali.

Noi abbiamo voluto sperimentare un utilizzo diverso e trasformarle in un pesto dal gusto particolare, verde e aromatico.

La cosa più bella? Il punto di partenza è proprio la nostra vigna.

Il nostro pesto di foglie di vite biologiche

Per prepararlo abbiamo scelto pochi ingredienti, senza complicare una ricetta che vuole essere soprattutto semplice:

  • foglie di vite biologiche;
  • olio extravergine di oliva, il nostro, sempre bio;
  • noci (se si preferiscono mandorle o altra frutta secca);
  • parmigiano;
  • un pizzico di sale.

Le foglie vengono raccolte, selezionate e lavate accuratamente. Poi vengono lavorate insieme agli altri ingredienti fino a ottenere una crema dal colore verde intenso e dalla consistenza morbida.

Il risultato è un pesto insolito, nato quasi per caso e diventato una piccola sorpresa della nostra cucina.

Perché utilizzare le foglie di vite in cucina?

Questa ricetta ci piace anche per un motivo che va oltre il gusto: dare una nuova vita a una parte della pianta che normalmente non viene utilizzata.

È un piccolo esempio di cucina anti-spreco, dove la creatività permette di guardare con occhi diversi anche ciò che abbiamo sempre considerato uno scarto.

Le foglie di vite contengono naturalmente fibre e composti fenolici, mentre noci e olio extravergine di oliva apportano prevalentemente grassi insaturi. Il parmigiano contribuisce invece con proteine e calcio.

Naturalmente, il valore nutrizionale complessivo dipende dalle quantità utilizzate e il pesto, grazie alla presenza di olio, noci e formaggio, rimane un condimento energetico.

Il sapore del pesto di foglie di vite

Ma com’è?

Difficile descriverlo senza assaggiarlo.

La foglia di vite porta con sé un carattere vegetale e aromatico particolare che viene ammorbidito dalla presenza dell’olio EVO e del parmigiano. Le noci aggiungono una nota piacevolmente saporita e una consistenza più ricca.

È proprio questo contrasto a renderlo interessante: un ingrediente che nasce dalla vigna e che arriva direttamente in cucina in una forma completamente nuova.

Come utilizzare il pesto di foglie di vite

Il modo più semplice è utilizzarlo come un normale pesto per condire la pasta.

Ma può diventare anche un ingrediente creativo per:

  • bruschette e crostini;
  • pane tostato;
  • pasta fredda;
  • verdure grigliate;
  • patate;
  • piatti vegetariani;
  • primi piatti con ricotta o formaggi freschi.

E naturalmente, come ogni pesto, può essere personalizzato in base ai propri gusti.

Dalla vigna alla cucina: la nostra idea di agricoltura biologica

Per noi il biologico non significa soltanto scegliere determinati metodi di coltivazione.

Significa soprattutto avere rispetto per ciò che coltiviamo, osservare la natura e cercare di valorizzarne ogni parte possibile.

La nostra vigna ci regala l’uva con cui produciamo il vino ma ci regala anche momenti, tradizioni, profumi e idee.

Questa ricetta è nata proprio così: da alcune foglie raccolte dopo il lavoro in vigna e dalla voglia di provare qualcosa di nuovo.

E forse è questo il bello delle cose semplici: a volte basta guardarle da un’altra prospettiva per scoprire qualcosa di sorprendente.

Pesto di foglie di vite: una ricetta da provare

Se avete accesso a foglie di vite commestibili e correttamente identificate, questa può essere un’idea originale per portare in tavola un ingrediente insolito e raccontare la vigna in maniera diversa.

Per noi è anche un piccolo modo per portare la nostra filosofia dalla campagna alla tavola: biologico, semplice, fatto in casa e senza sprechi.

Perché nella nostra vigna, a volte, la vendemmia non finisce con l’ultimo grappolo d’uva.

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